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Spettacolo Alessio Boni recita 'da Dio', è Zeus nella "Iliade" all'Ambra Jovinelli di Roma

Alessio Boni recita 'da Dio', è Zeus nella "Iliade" all'Ambra Jovinelli di Roma

Roma, 14 mar. (Adnkronos) - E' il caso di dire: Alessio Boni recita 'da Dio'... L'attore è infatti Zeus nella particolarissima 'Iliade', sottotitolo 'Il gioco degli dei', testo di Francesco Niccolini molto liberamente ispirato al poema omerico, protagonista Alessio Boni con Iaia Forte; uno spettacolo con la triplice regia di Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e lo stesso Alessio Boni, realizzato per il cartellone di Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura 2023 e ore in scena fino al 24 marzo al teatro Ambra Jovinelli di Roma. In palcoscenico, gli attori 'muovono' i loro personaggi come fossero una sorta di marionette o meglio ancora di pupi siciliani a grandezza naturale, con un effetto di luci e ombre decisamente spettacolare.

Alessio Boni, reduce da un'altra 'epica' impresa teatrale, ovvero il 'Don Chisciotte' da Cervantes, osserva nelle note di regia che "l'Iliade canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono agiti dagli dei in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani: la civiltà dovrà attendere l’Età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dei che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla".

Sottolinea l'attore e regista: "In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dei capricciosi, non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura, dal desiderio di ricchezza, dall’ossessione del nemico, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra. Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in 'Iliade' che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore".

(di Enzo Bonaiuto)

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