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Tecnologia Pokémon Scarlatto e Violetto, la recensione

Pokémon Scarlatto e Violetto, la recensione

(Tecnologia) - I tempi erano ormai maturi perché i giochi della serie principale Pokémon mutassero definitivamente forma. Non tanto per una questione economica: la saga ha sempre venduto benissimo, e gli ultimi Scudo e Spada su Switch non sono stati da meno. Si trattava più che altro di un imperativo storico: era il momento per Game Freak di cambiare un gameplay perfezionato nel corso dei decenni ma sempre simile a se stesso, e trasformare il mondo di gioco a caccia di mostri un open world nel quale scorrazzare liberamente decidendo in autonomia il proprio percorso. Se Leggende Pokémon Arceus era stato il primo esperimento in questo senso, qui si tratta di un'esperienza Pokémon del tutto classica: ci sono gli starter, ci sono le palestre, ci sono le città, e ci sono anche moltissime altre cose. Arceus era un titolo più incentrato sul completamento del Pokédex, mentre Scarlatto e Violetto sono delle vere e proprie epopee di formazione in una nuova regione.

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Scarlatto e Violetto sono ambientati nella regione di Paldea, che ricorda la Spagna. I due giochi differiscono per il Pokémon leggendario di copertina, che incontreremo e potremo cavalcare dall'inizio dell'avventura, per una manciata di Pokémon esclusivi e per il nome (e il colore) dell'Accademia che ci troveremo a frequentare in quanto nuovi studenti, dopo aver dato al nostro avatar le fattezze che preferiamo da un editor per la prima volta davvero completo. Da qui, il gioco si snoda attraverso tre missioni principali: sfidare gli otto capopalestra per diventare campioni, sconfiggere tutti gli insediamenti del Team Star per sgominarlo, e infine cacciare i Pokémon Dominanti, enormi manifestazioni che minacciano le aree di Paldea. Oltre a questo, naturalmente, bisogna completare il Pokédex in regioni che pullulano di mostri di ogni tipo, con evoluzioni sempre più complesse e per la prima volta la possibilità di usare la Teracristallizzazione, un fenomeno che dona ai Pokémon un poter aggiuntivo che può anche differire dal principale.

Sulla carta, tutto funziona talmente bene da trovarci di fronte al gioco Pokémon più complesso, grande e ricco di cose da fare di sempre. Game Freak ha preso la strada giusta dal punto di vista del gameplay, anche se come open world il titolo manca di missioni secondarie. All'atto pratico, purtroppo, Pokémon Scarlatto e Violetto è accompagnato all'uscita da una realizzazione tecnica disastrosa. Appena si esce fuori da anguste zone al chiuso, che è poi lo scopo principale del gioco, ci si imbatte in cali di fluidità drammatici, rallentamenti, scatti, elementi che si caricano in ritardo, texture a risoluzione bassissima. Il gioco è in genere affetto da diversi bug, sebbene nella nostra prova non ci siamo mai trovati di fronte a qualcosa che mandasse del tutto in tilt le partite. Gli RPG Pokémon non sono mai stati il top tecnico della loro generazione, basti pensare che nel 1998 il gioco era ancora in bianco e nero: ma in Scarlatto e Violetto i limiti tecnici influiscono sulla godibilità generale e portano un solo vantaggio, ossia caricamenti veloci.

Game Freak non è un team in grado di realizzare un open world tecnicamente impeccabile in un lasso di tempo relativamente breve, ma Switch è pur sempre la casa del miglior gioco open world sulla piazza, Zelda Breath of the Wild, e le scuse stanno a zero. Certo, a pochi giorni dall'uscita, Pokémon Scarlatto e Violetto sono i giochi venduti più velocemente su una qualsiasi console Nintendo nella storia, quindi la domanda è lecita: possiamo lamentarci della realizzazione tecnica scarsa del gioco quanto vogliamo, ma questo è quello che vogliono i videogiocatori. Un RPG Pokémon che finalmente abbatte i confini, che guarda al futuro traducendolo in un gioco più aperto e divertente, e che ha dalla sua la capacità di incollare grandi e piccoli allo schermo nonostante i tecnicismi. Certo, è tempo che Nintendo affianchi Game Freak con dei team all'altezza, altrimenti questa gallina dalle uova d'oro rischia di trasformarsi un un giocattolo vecchio stile che finirà per piacere solamente ai nostalgici, al di là del proprio valore ludico.

Formato: Switch Editore: The Pokémon Company, Nintendo Sviluppatore: Game Freak Voto: 7/10

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