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Tecnologia Final Fantasy XVI su PS5 provato: una fantasia reinventata

Final Fantasy XVI su PS5 provato: una fantasia reinventata

(Tecnologia) - Naoki Yoshida è l'uomo che in Square Enix ha salvato Final Fantasy XIV reinventandolo dalle fondamenta: importantissimo il suo ruolo come producer di Final Fantasy XVI, il nuovo capitolo della saga (questa volta offline) che debutterà il 22 giugno in esclusiva su PS5. E alla presenza di Yoshida in persona, insieme con l'art director Hiroshi Minagawa e il director della localizzazione Koji Fox, si è svolto a Milano un evento che ha permesso all'Adknronos Tech&Games di provare una lunga parte del gioco, l'intero prologo della storia di Clive, in modo da saggiare il sistema di combattimento e il mondo da esplorare in questo nuovo inizio per una delle serie GdR più famose di tutte i tempi. La versione testata era stata creata per l'esperienza stampa e i contenuti potrebbero differire dalla versione finale, ma è lecito pensare che si tratterà delle primissime battute di ciò che i giocatori saranno effettivamente chiamati a vivere nel mondo di Valisthea tra un mese. Ancora prima, dice Yoshida, anche i giocatori potranno provare l'inizio del gioco con una demo più ridotta, che uscirà nelle prossime settimane.

Mentre Tetsuya Nomura è al lavoro su Kingdom Hearts IV e la trailogia del remake di Final Fantasy VII, Final Fantasy XVI è stato affidato a un team insolito per la serie: Yoshida proviene appunto dal successo di Final Fantasy XIV, un gioco di ruolo online. I director provengono dallo stesso staff, mentre al combat design c'è Ryota Suzuki, che viene da un passato in Capcom con Dragon's Dogma e soprattutto Devil May Cry V. È qui che Final Fantasy XVI decide di osare e fare l'ultimo passo verso un'evoluzione action più marcata. Il risultato è molto spettacolare e allo stesso tempo più soddisfacente e intuitivo di quanto lo fosse in Final Fantasy XV, che pure aveva già virato verso questa direzione. Clive è in grado di eseguire combo letali combinando attacchi fisici e magici tra loro, ma può anche eseguire una serie di attacchi in aria che ricordano moltissimo Devil May Cry. Ogni combattimento è ben dosato e si ha la netta sensazione di controllarne gli esiti, grazie soprattutto a un ottimo sistema di personalizzazione che concede al giocatore di selezionare degli accessori che semplificano il gioco. In questo modo sarà possibile ad esempio fermare il tempo prima di ogni attacco per gestire meglio la propria strategia. In generale, il menu di gioco e tutte le varie opzioni di accessibilità che porta con sé sono tra le più complete mai viste in un videogioco.

Final Fantasy XVI è ambientato nel Regno di Valisthea, durante un conflitto tra sei grandi potenze. Evitando qualsiasi spoiler, basti sapere che al centro della trama ci sono gli Eikon e i dominanti, i secondi in grado di richiamare i primi, grandi e potenti entità. Si tratta delle classiche evocazioni di Final Fantasy, che in ogni capitolo hanno un loro nome e una loro logica. Qui, in particolare, sono importantissime e producono combattimenti spettacolari. Quando si evoca un Eikon è possibile sferrare colpi dalla potenza devastante, e ognuno di loro è più adatto a determinate situazioni. Se ne possono equipaggiare fino a tre, ognuno con poteri potenziabili. Quando si arriva al massimo livello di un potere, questo sarà applicabile a ogni altro Eikon nella squadra. Si tratta di un sistema piuttosto raffinato di livellamento, che garantisce un margine di strategia rispetto alla natura più action del gioco. Quando gli Eikon combattono tra loro, poi, si scatenano nuove soluzioni di gameplay e soprattutto un'epicità a tutto vantaggio della spettacolarità visiva.

Da un punto di vista narrativo, già al primo assaggio Final Fantasy XVI sembra aver molto da raccontare: numerosissime sequenze di storia intervallano i primi momenti di gioco, e introducono a un mondo presentato in modo crudo e adulto. Yoshida cita Game of Thrones, non a caso, sia perché la trama ha a che fare con regni in battaglia tra loro, sia perché si dipana attraverso diversi momenti della vita del protagonista. Come in ogni Final Fantasy che si rispetti, la narrazione è fondamentale e la caratterizzazione dei personaggi appare già eccelsa. L'ambientazione di ispirazione completamente medievale e personaggi più cupi e maturi rendono il gioco un'esperienza più adulta rispetto al predecessore. E pur non essendo un open world, Final Fantasy XVI punta alla spettacolarità visiva e alla complessità dei titoli tripla A più blasonati. Visivamente, siamo a livelli molto alti. Sarà per alcune scelte registiche, o sarà per la stessa ammissione di Yoshida introducendo il suo gioco, ma in diversi punti ricorda God of War Ragnarok, con una PS5 al massimo dello splendore. Se è vero che lo stile di combattimento farà storcere il naso ai cultori dei giochi di ruolo, occorre notare che questo cambiamento è inserito nella cornice di un gioco che, a un primo assaggio, sembra già avere tutto quello che serve per essere un grande Final Fantasy.

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